Perchè ho imparato ad amare i temporali.

temporaliAmo i temporali.

Si, mi piace osservare le nuvole nere che si ammassano nel cielo squarciato dai fulmini. Mi piace il vento che spazza le strade e i prati, piegando gli alberi. Mi piace la pioggia che scroscia e lava le strade. Mi piace quella luce così strana, prima della tempesta, in cui i contorni si stagliano netti e i colori assumono nuove sfumature che in altri momenti non esistono.

Capiamoci, sono perfettamente consapevole dei danni che può provocare la furia degli elementi. E sono d’accordo sul fatto che prendere la metropolitana quando c’è il temporale e tutti sono fradici è mooooolto fastidioso. E, chiaramente, non auguro a nessuno di essere in auto mentre impazza il temporale e il vento fa cadere i rami degli alberi sulla strada.

Ma… non sto parlando di danni, della rottura di scatole degli ombrelli sul treno e nemmeno dell’ansia di essere a casa mentre qualcuno che ami sta guidando sotto la pioggia.

Parlo solo delle mie emozioni, e di come a volte la natura rispecchia la nostra vita.

Temporali che fanno crescere.

Da bambina i temporali mi terrorizzavano. Soprattutto il fragore del tuono mi scuoteva e mi lasciava paralizzata. Piccola di fronte a qualcosa di così grande da potermi spazzare via. Ancora adesso provo qualcosa di simile quando contemplo le manifestazioni più spettacolari della forza della natura.  E trovo sia una consapevolezza salutare, aiuta a rimettere l’essere umano in prospettiva all’interno dell’universo. A vedere le cose in modo meno “omocentrico” per così dire. 🙂

Durante l’adolescenza la mia percezione dei temporali ha cominciato a cambiare. Ho cominciato a notare quanto sia limpido e chiaro il panorama dopo che la rabbia degli elementi si è sfogata, quanto sia pulita e frizzante l’aria. Dopo il temporale tutto sembra essere rinnovato, e il sole che splende pulito mostra la bellezza della vita anche dopo la peggiore tempesta.

Poi il temporale l’ho vissuto. Un bel ciclone si è abbattuto sulla mia vita rovesciando i tetti sotto cui mi ero riparata fino a quel momento. Un matrimonio che finiva, un lavoro in cui avevo dato tutto e venivo messa da parte, due figlie di cui non ero madre e che non stavo crescendo io…

Ora sono consapevole che quel ciclone è stata opera mia. I miei pensieri, le mie convinzioni e la mia energia hanno guidato le mie scelte e le mie azioni a creare esattamente la tempesta che mi era piombata addosso. Ma allora non lo sapevo. Quanta rabbia e delusione, quanti sensi di colpa ho provato. E sopra ogni altra cosa la sensazione di essere sbagliata completamente. Al punto di pensare che, forse, senza di me il mondo sarebbe stato un posto migliore. Anche il mio corpo manifestava il mio disagio e stavo male sia fisicamente che mentalmente.

Per fortuna sono testarda, o forse dovrei dire determinata, e per fortuna la vita è tenace e profondamente radicata. E quando mi trovai a scegliere tra il rimanere sepolta dalle macerie o raccogliere i pezzi e ricostruire scelsi la seconda. Ma non mi vergogno ad ammettere che sono stata aiutata. Non è facile guidare sotto il temporale, giusto? 

La mia rinascita è iniziata quando qualcuno mi ha aiutato e ricordare che dietro le nuvole il sole c’è sempre e aspetta solo di illuminare di nuovo il cammino. E quando ha smesso di piovere, l’aria cristallina e l’atmosfera improvvisamente limpida mi hanno fatto vedere me stessa in un’altra luce e con nuovi colori. I colori della mia vera natura, di ciò che amo, di ciò che mi appassiona e mi nutre rendendomi vitale, unica e insostituibile. Come tutti noi.

Senza temporali apprezzerei meno il sole.

Ci sono stati altri temporali nella mia vita. Meno devastanti, sicuramente. O forse sono io che ho imparato a percepire le cose diversamente. 🙂

Io sono molto grata a quel famose ciclone che si è abbattuto sulla mia vita. Grazie a lui ho imparato ad apprezzare di più il sole. Grazie a lui ho imparato che i temporali finiscono, e che hanno sempre uno scopo. Grazie a lui, piano piano, ho imparato che posso essere di aiuto ad altre persone che affrontano i loro temporali.

Perchè i temporali sembrano tutti differenti, ma la vita con la sua tenacia mette sempre davanti a ognuno di noi quello che ci serve per superarli, ci serve solo un piccolo aiuto per vederlo.

La vita, che nel mio caso stavo rifiutando, riprende il suo corso naturale e ti rimette davanti agli occhi tutte le cose belle, “vitali”, emozionanti, appassionanti e gratificanti che nutrono il tuo spirito e la voglia di essere te stesso e di vivere fino in fondo. A questo punto sei di nuovo in cammino. Lo stallo e’ finito. Magari sarà lunga, magari sarà dura, ci saranno sempre dei prezzi da pagare ma una volta che il sentiero lo hai imboccato, indietro non ci torni più. Perchè vivere è più bello che stare immobili a stare male.

Questa frase l’ho scritta nel periodo in cui cominciava la mia rinascita. E per me è ancora valida. Il cammino è stato lungo, a volte è difficile e sono consapevole che non avrà mai fine. Ma questo è un pensiero gioioso, perchè la vita è movimento, e a stare fermi si muore. 🙂

Questo me lo hanno insegnato i miei temporali. Ecco perchè ho imparato ad amarli. Ed ecco perchè, quando posso essere di aiuto a qualcuno che sta attraversano i suoi, ci metto tutto il mio cuore.

 

E tu? Come hai vissuto i tuoi temporali? Lasciami un commento oppure clicca e raccontami la tua esperienza. Mi farà piacere. 🙂

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