Aprire l’attenzione per realizzare i propri desideri

migliorare-lattenzioneChiedi e ti sarà dato.

Chiedere, desiderare, è un processo spontaneo e naturale per gli esseri umani. Credo onestamente che ci sia quasi impossibile non farlo. Non ci accorgiamo, spesso, che lo stiamo facendo. O, se ci accorgiamo, spesso ci sembra che le cose vadano esattamente al contrario di come vorremmo.

Dato che ogni cosa parte sempre da noi, un ottimo modo per rendersi conto di come stanno davvero le cose è partire da noi stessi. 🙂

Ho osservato, lavorando su me stessa e aiutando altre persone a realizzare ciò che desiderano in alcuni ambiti della loro vita, che ognuno di noi chiede delle cose a se stesso. E da se stesso ottiene esattamente quello che ha chiesto.

No Monica, non è vero. Cosa cavolo dici? Io, se penso a me stesso, chiedo di essere più libero, di gestire meglio la mia relazione, di avere più tempo per me, di gestire meglio la mia situazione lavorativa. Non ci riesco mai, quindi tutto questo non funziona!
Anzi, non ci riesco perchè ci sono altre persone che me lo impediscono…

Ecco, trovare elementi esterni a cui attribuiamo la responsabilità di come vanno le cose è la prima reazione automatica, che più o meno tutti abbiamo o abbiamo avuto. Ma se manteniamo questa reazione e la facciamo diventare abitudine ci precludiamo da subito ogni possibilità che potremmo avere di creare consapevolmente la vita che desideriamo.

Se accettiamo il fatto che la responsabilità di ciò che realizziamo è solo nostra, come mai ci sembra che non funzioni? Cosa manca?

L’attenzione è la chiave per andare oltre ciò che ci limita.

Chiedere o desiderare è davvero spontaneo. Una chiave importante per realizzare i nostri desideri, per ottenere ciò che chiediamo, si chiama attenzione. L’attenzione indirizza la nostra energia. E le cose vanno sempre nella direzione in cui va l’energia. 🙂

Noi crediamo che la nostra attenzione sia sempre libera e aperta. Ma di fatto non è così. Tutti tendiamo a lasciarci condizionare da una serie di “doveri”, aspettative sociali, bisogni di altre persone e non nostri, limitando in modo molto serio la nostra attenzione. La chiudiamo, in pratica.

Nella Bibbia si trova un esplicito riferimento alla necessità di “circoncidere il cuore” (Deuteronomio 10,16), per liberare la nostra attenzione e il nostro coraggio da tutte le chiusure che rischiano di imprigionarci. Un’espressione di questo simbolismo la troviamo proprio nell’antico rituale ebraico della circoncisione, che ha tra i suoi effetti quello di espandere la sensibilità dell’organo sessuale maschile.

Questi antichi riferimenti vogliono dirci che ogni chiusura può essere eliminata, ogni situazione può essere aperta.

Accorgersi, per aprire la nostra attenzione.

Uno strumento fondamentale per aprire la nostra attenzione è l’accorgersi. Se in una data situazione ci accorgiamo di quali sono le nostre emozioni e il nostro stato d’animo, sappiamo automaticamente a cosa stiamo realmente dando attenzione ed energia.

Vi faccio un esempio molto pratico. Desidero avere del tempo per me stessa, ma apparentemente non ci riesco. Quindi il mio desiderio appare non soddisfatto. Se guardo con calma la situazione, mi accorgo che sono sempre di corsa per “fare tutto quello che ci si aspetta da me” come moglie e madre. E mi accorgo che:

  1. Mi sento frustrata perchè nessuno mi aiuta
  2. Penso che “sia impossibile” mandare avanti la casa in modo sensato e avere tempo per me
  3. Penso che mio marito non abbia nessuna sensibilità nei miei confronti
  4. Non prendo nemmeno in considerazione di prendermi lo stesso il mio tempo, non facendo alcune cose, perchè credo sia mio dovere farmi carico della gestione domestica se nessuno mi aiuta

Accorgermi delle mie emozioni (frustrazione e rabbia) mi permette di accorgermi di quali sono i miei pensieri, consapevoli o meno, sulla situazione. Sono quelli i pensieri e le convinzioni a cui sto dando attenzione. E di conseguenza, assieme all’attenzione gli sto dando energia. In questo modo sto facendo sì che ciò che porto nella mia vita sia maggior quantità di ciò che determina la mia frustrazione.

A questo punto scelgo, pensando con attenzione, di mettere in campo alcune azioni che mi fanno sentire meglio emotivamente e che possono determinare un cambiamento. Ad esempio scelgo di dedicarmi un’ora al giorno, indipendentemente da qualunque dovere io abbia da compiere. E magari esprimo in modo chiaro con il resto della famiglia la mia intenzione, senza rabbia ma senza accettare di farmi convincere a fare altrimenti e mettendo da parte il senso di colpa.

Dopodichè vedo che succede. E osservo come mi sento man mano che la situazione cambia ed evolve.

L’esempio che vi ho portato non è inventato. E vi garantisco che poche piccole azioni sostenute dalla mia attenzione hanno fatto veri miracoli. 🙂

Quindi, perchè non provate anche voi? Oggi stesso…. mai rimandare un’azione che ci può rendere felici.

  1. Prendete in esame una situazione in cui volete qualcosa per voi e non riuscite a realizzare quello che volete.
  2. Esaminate quali sono le vostre emozioni al riguardo e accorgetevi di quali pensieri vi vengono in mente riguardo a quella situazione.
  3. Scegliete un’azione concreta da fare che apporti un cambiamento e vi faccia stare meglio.
  4. Osservate cosa succede e come vi sentite!

E se vi fa piacere, raccontatemi le vostre esperienze nei commenti. Ve ne sarò grata! 🙂

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