Ascoltarsi: un modo per allenare il “senso della felicità”

ascoltarsi per la felicitàCosa ci serve per essere felici?

Il tema di oggi è ascoltarsi e la felicità, e mentre riflettevo su quello che volevo dire ho realizzato che avevo chiarissimo dove voglio andare a finire ma mi riusciva difficile iniziare. Quindi, mi sono detta, andiamo direttamente al punto e partiamo dalla fine.  😉

Tutti noi possediamo quello che potremmo definire “il senso della felicità”. Abbiamo tatto, vista, udito, gusto e odorato per interagire ed interpretare il mondo che ci circonda. E abbiamo il senso della felicità che ci aiuta a scegliere ciò che ci rende felici. Funziona sempre, e in tutte le aree della nostra vita, dal lavoro alle relazioni, dal cibo alle vacanze. E’ precisissimo ed estremamente efficace.

Allora perché non siamo tutti felici? Perché non tutti siamo allenati a comprendere e decodificare i segnali che ci manda. In linea di principio tutti siamo in grado di distinguere un cattivo odore dal profumo dei biscotti appena sfornati, di distinguere la bellezza di una sinfonia dalla cacofonia del traffico cittadino, di distinguere il rosso dal nero e così via. Mentre per decodificare i messaggi del “senso della felicità” occorre ascoltarsi. E questa è una cosa che, molto spesso, ci impegniamo con tutte le nostre forse a non fare.

Cosa vuol dire felicità?

Oggi molti temi legati alla crescita personale ruotano attorno al significato della felicità. Il concetto che per essere felici occorre iniziare ad essere felici è diventato quasi il mantra di chi sceglie di improntare il proprio lavoro sul pensare in positivo.

Il concetto è validissimo, non fraintendetemi. Se ci si ostina a cercare la felicità al di fuori di noi il risultato è che “essere felici” rimane un concetto vago e la felicità risulta essere qualcosa che sta sempre a un metro da noi. Quindi da brava coach vi propongo di partire da una definizione. Quando siamo felici?

La mia personale risposta è che siamo felici quando ci troviamo in uno stato di piacere e benessere che ci fa percepire la nostra completezza. Sentitevi liberi di modificare, arricchire o variare la mia definizione come preferite, e poi provate a vedere se quello che dirò adesso si applica alla vostra definizione. 🙂

Raggiungere quello stato di piacere e benessere dipende, sempre, dalle nostre scelte e dalle nostre azioni. Non si tratta necessariamente di cose grandi o epocali, può trattarsi di cose molto piccole come la scelta di un film da vedere, di un libro da leggere, o di cosa mangeremo per cena. Se guardiamo le cose da questo punto di vista, la felicità è davvero sempre a portata di mano. Anzi, è già li con noi. E il nostro senso della felicità è una bussola perfetta per compiere le azioni che ci dirigono proprio verso piacere e benessere.

I modi più comuni per non ascoltare il senso della felicità

Proprio come possiamo decidere di ignorare la sensazione spiacevole della lana che pizzica sulla pelle, abituandoci al fastidio e non facendoci più caso dopo un po’, possiamo tranquillamente ignorare i messaggi che il nostro senso della felicità ci invia.

  • Lo facciamo ogni volta che a un nostro bisogno rispondiamo con delle regole rigide.
  • Lo facciamo ogni volta che le nostre azioni sono guidare esclusivamente dal senso del dovere senza che in esse ci sia spazio per piacere e divertimento.
  • Lo facciamo ogni volta che ci obblighiamo a perseguire ciò che desiderano gli altri senza lasciare alla nostra personalità lo spazio per esprimersi.
  • Lo facciamo ogni volta che le nostre azioni sono guidate dalla paura delle conseguenze e dal giudizio degli altri.

Ora, non fraintendetemi, ovviamente per ottenere un qualsiasi risultato nella nostra vita occorre agire. E, ovviamente, nella vita di tutti ci sono vincoli e doveri contingenti a cui dobbiamo prestare attenzione. Ma nonostante questo sia vero c’è ampio margine per esprimere noi stessi. Non dimentichiamo che i vincoli e i doveri che abbiamo sono anch’essi frutto di una nostra scelta e che il nostro senso della felicità è perfetto per stabilire delle priorità che si prendono cura non solo di noi, ma anche di tutti quelli che amiamo.

Come ascoltare il nostro “senso della felicità”?

Ancora prima di decidere se seguire o meno le indicazioni che il nostro “senso della felicità” ci dà, dobbiamo imparare a capire il suo linguaggio. Ci parla attraverso tutta quella serie di sensazioni fisiche che classifichiamo come “sensazioni di pancia” o “sensazioni di pelle”, che sono il veicolo attraverso cui si esprime la nostra intuizione. Ecco quindi un semplice esercizio per imparare a riconoscere proprio quelle sensazioni.

  1. Le sensazioni del no. Chiudete gli occhi e respirate con calma. Quando siete tranquilli provate a immaginare qualcosa che per voi è un no assoluto. Qualcosa che vi suscita un’avversione profondissima, disgusto e orrore a livello emotivo. Che sia la guerra, un bambino maltrattato, una donna uccisa dal suo compagno, violenza razziale, non importa quello che immaginate. Quello che importa è che sia qualcosa a cui il vostro io si ribella profondamente. Prestate attenzione alle sensazioni che provate nel corpo. Sensazioni a livello di pancia, pelle, formicolio, pelle d’oca, respiro trattenuto, irrigidimento dei muscoli Cercate di accorgervi il più possibile. Poi annotatele su un quaderno insieme alle emozioni che avete provato immaginando quella cosa.
  2. Le sensazioni del si. Ora chiudete di nuovo gli occhi e immaginate qualcosa che per voi è un si assoluto. Di nuovo non importa l’oggetto, l’importante è che si tratti di una scena che vi colma di pace e gioia, qualcosa verso cui vi sentite spinti in modo quasi irresistibile e che vi porti un grande senso di calma e serenità. Di nuovo, prestate attenzione alle sensazioni che provate nel corpo. Come respirate? Cosa provate a livello di pancia o pelle? Cercate di accorgervi di più sensazioni possibile e annotatele insieme alle emozioni che avete provato.

Queste sensazioni sono le stesse che ci accompagnano tutti i giorni, ogni volta che facciamo qualcosa o che dobbiamo prendere una decisione, piccola o grande che sia. Nella nostra quotidianità sono attenuate dal fatto che la nostra attenzione è spesso divisa su molte cose nello stesso tempo, e dal fatto che fin da piccoli impariamo ad ignorarle per seguire le regole che ci vengono insegnate. Vi ho chiesto di immaginare delle situazioni estreme proprio per evidenziare queste sensazioni e per stimolarvi ad accorgervi e a prenderne nota.

Perchè sono proprio queste sensazioni ad essere la chiave per comprendere i messaggi del nostro “senso della felicità”.

Quando decidiamo di seguire regole rigide senza ascoltare quei messaggi di solito se ne ottengono grossi problemi. Nei casi più gravi non ascoltarsi porta a perdere la direzione, a non avere più chiaro chi siamo e cosa vogliamo. Questa mancanza di equilibrio interiore spesso viene manifestata con comportamenti compulsivi, verso il cibo e non solo, mirati a cercare sicurezza e controllo. Proprio per questo non servono altre regole e imposizioni per ritrovare la strada. Serve mettersi in silenzio e ascoltare la voce che ci parla da dentro.

Piacere, benessere, felicità hanno un ruolo fondamentale anche per dimagrire o avere un buon rapporto col cibo. Vuoi saperne di più? Clicca e scarica gratis il mio e-book “Innamorati di quello che mangi!” 🙂

Spread the love

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *