Non si cambia perché si vuole cambiare

Non si cambia perché si vuole cambiare, almeno all’inizio.

Si cambia perché la vita ti ha tirato addosso una tegola tale che o cambi o muori.

Nessun treno deraglia spontaneamente, e nessuno esce dai binari per il gusto di farlo. Mi correggo,
qualcuno lo fa, li definiamo folli e visionari e sono molto pochi. Li definiamo, gli mettiamo un’etichetta, perché non ci piace pensare che siano più furbi di noi.

Abbiamo appreso, non importa come, che finchè stiamo sui binari non ci può accadere nulla di catastrofico, che la nostra vita scorrerà in qualche modo. Magari non saremo “proprio” felici, magari i binari sono un po’ arrugginiti e sentiamo l’attrito, ma quei binari bene o male ci portano da qualche parte.

E a volte , anzi spesso, nemmeno ci domandiamo dove ci portano quei binari. Chissenefrega di dove ci
portino a patto che il treno non deragli. Perché tirare su un treno che è deragliato è un cazzo di casino.

E’ tutto vero, ma è sbagliata la premessa. E’ sbagliato quello che abbiamo appreso.

Cambiare è dis-imparare.

Dove portano quei binari conta, stare sui binari non ci evita le catastrofi. Ci fa solo imparare ad accettarlecome parte del contratto, ci fa scegliere che essere contenti è accettabile perché tanto la felicità non esiste, o è fatta di brevi attimi sporadici o altre cazzate simili.

I treni che deragliano non sono quelli dei folli visionari, sono quelli dei sognatori ed esploratori.

A dire il vero il loro treno non deraglia nemmeno. Semplicemente a un certo momento decidono di scendere e costruire nuovi binari, solo per vedere dove portano.

Capisci? “Solo” per vedere dove portano. Magari non hanno in mente obbiettivi fotonici, magari lo fanno solo perché esplorare un nuovo territorio li rende felici.

Felici, non contenti. E facendolo, lo sono davvero.

Spesso ti dicono che si può imparare a cambiare prima che la tegola ti arrivi in testa.

E’ falso.

Prova a leggere un libricino che si intitola “Chi ha spostato il mio formaggio” e capirai cosa voglio dire. La tegola deve arrivare, almeno la prima volta. E deve essere grossa, potente. Ti deve spaccare la testa. Perché solo l’istinto di sopravvivenza è più forte dei binari su cui hai appreso che è bene stare.

Poi, forse, una volta che hai iniziato a costruire nuovi binari, cominci a capire che disimparare quello che hai appreso può essere divertente. E che forse puoi essere anche un po’ più che contento…

Lì inizi a decidere se vuoi rimanere incatenato tutta la vita o se vuoi fare come gli alberi, che abbracciano ogni anno quattro vite diverse e nonostante questo crescono e raggiungono il cielo.

La difficoltà è l’anima del cambiare

Ma la prima tegola deve arrivare. E forse a volte ce ne vuole anche più di una.

Per questo mi senti dire che le difficoltà e le decisioni difficili sono una benedizione. Non perché sono masochista, e non credo che nemmeno tu lo sia. Lo dico perché è solo grazie a quelle tegole che mi sono fermata e sono scesa dai binari per costruirne di nuovi.

Facile? No.

Ne vale la pena? Si

Anche se a volte devo fermarmi di nuovo e cambiare di nuovo strada. Anche se a volte il treno deraglia, e so che la sola cosa che posso fare è lasciarlo li, sdraiato su un fianco come una balena spiaggiata che sta morendo. Ma non lo posso rimettere in piedi.

Ed è allora che penso agli alberi, alle loro quattro vite ogni anno. Ed è li che trovo la forza di voltare le spalle al treno deragliato, e di iniziare un nuovo binario.

 

E tu che ne pensi? Se ti fa piacere lasciami un commento. Te ne sarò grata e ti risponderò.

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2 commenti

  1. si e vero quando un treno deraglia la cosa migliore e voltare le spalle e continuare con la Vita… Ma sto provando sulla mia pelle che e faticoso.. e la tegola mi è arrivata all’improvviso.. comunque si bisogna lottare per continuare e intraprendere un nuovo viaggio.

    • Le tegole arrivano sempre all’improvviso, o almeno così pare a noi. A volte siamo anche molto bravi ad ignorare i segnali. A me sono capitate entrambe le cose più di una volta e si, hai ragione, è tanto tanto faticoso.
      Non posso essere certa che il nuovo viaggio sia quello che ti porterà la dove devi arrivare, ma ogni volta che cadi ti rialzi sempre più velocemente. Questo è una delle cose che ci aiuta a continuare il cammino….anche dopo la decima o la centesima tegola. Tanta luce al tuo cammino Gaetano.

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