Concediti il lusso del fallimento.

Fallire è un lusso per pochi

E’ il titolo del primo capitolo del libro “Alternative” di Sebastiano Zanolli, caldamente consigliato.

Non ti voglio ovviamente raccontare come la vede lui, ma quello che penso io.

Per prima cosa ti dico che fallire non è una bella esperienza. Penso che su questo siamo tutti d’accordo. Eppure siamo inondati di contenuti a destra e a manca che ci dicono come sia un’esperienza assolutamente necessaria per la nostra crescita, in fondo un bambino cade un sacco di volte imparando a camminare. Alla fine pare quasi che il fallimento sia una bella cosa

Fallisci ancora, fallisci meglio – S. Beckett

Bene. Non sono d’accordo sul fatto che sia una bella cosa, nè sul fatto che se non fallisci mai non arrivi da nessuna parte.

Certo, il fallimento può essere una grande lezione, ma conosco un sacco di gente che ha fallito più e più di volte e non ha imparato una cippa. Quindi?

Paura del fallimento o paura del successo?

Una volta, dopo una sessione di coaching (e si, noi coach a nostra volta ci facciamo fare coaching…un po’ come lo psicologo che a sua volta fa terapia) mi sono sentita dire che in realtà non ho paura del fallimento. Ho paura del successo.

Ci ho riflettuto un bel po’ e ho concluso che sono due lati della stessa medaglia. Medaglia che riguarda il valore che do a me stessa. Se fallisco vuol dire che non valgo nulla e, se ho problemi di autostima, ecco che mi sono data ragione. Se ho successo vuol dire che ho valore, ma se ho problemi di autostima il mio Inconscio non me lo permetterà, perchè di solito lavora per darmi ragione. L’inconscio non mi permette di avere torto e per proteggere la convinzione che io non valgo nulla mi salva con la paura, antica e fondamentale emozione che ha proprio lo scopo di tirarmi fuori da potenziali guai mortali.

Eccola la parola chiave: potenziali pericoli di morte.

L’origine della paura del fallimento

Te la illustro con una piccola storia vera:

Chiara ha un sogno, avviare la sua attività di consulenza come wedding planner. Fa tutte le cose che deve fare, segue dei corsi che la qualificano, crea un suo sito, una sua pagina social, partecipa a delle fiere del settore, segue una scuola di businnes, fa un bel businnes plan e investe anche un pochino in pubblicità. E arriva anche a contattare di persona i vari negozi della sua zona che potrebbero creare una sinergia con lei: fioristi, risotranti, fotografi, negozi dove vengono fatte liste nozze o bomboniere e così via. Nel frattempo, ha un lavoro da impiegata che non può permettersi di lasciare di punto in bianco perchè ha degli obblighi familiari contingenti. Ma il suo sogno le dà gioia e la motiva, quindi ci mette un sacco di impegno. Purtroppo, i risultati sono molto scarsi. Qualche lavoretto quà e là, ma la sua attività non decolla affatto e se si considera quello che spende ogni tanto in pubblicità è addirittura in perdita.

Alla seconda sessione di coaching che facciamo ecco che viene fuori la fatidica frase: “Finchè va così ho almeno il mio sogno…. ma se mi ci butto a pesce e poi fallisco non mi rimane nemmeno quello”.

Dal mio libro: Conversazioni con l’inconscio

Cosa ci rimane dopo il fallimento di un progetto in cui crediamo davvero? Cosa rimane di noi se il sogno che ci tiene in vita fallisce?

Moriamo. Punto.

Paura del fallimento è di fatto paura della morte, qualcosa che in modo ancestrale e invisibile accomuna tutti noi.

Si, si…. adesso raccontami pure di tutti i corsi iperfighi che hai fatto per crescere ed evolverti e che non hai affatto paura della morte perchè e solo un passaggio, la prossima tappa del viaggio della tua anima, che è parte della vita, che è una rinascita.

Li ho fatti anche io… ma se testo questa “nuova” convinzione a cui affermo di credere trovo che il mio Inconscio è piuttosto indeciso sull’argomento, spesso mi dice no. Non ci credo davvero.

Fallimento contro il coronavirus

Perchè ti tiro fuori questo argomento?

Per farti una piccola domanda che ci riporta a quanto dicevo sopra.

  • Cosa immagina la tua mente all’idea che tutte le strategie in atto per combattere l’epidemia in corso falliscano?

Conta qualcosa che io ti dica che ogni giorno muoiono migliaia di persone in più di quante il coronavirus ne potrebbe uccidere in un anno, tutte per cause diverse?

No, conta solo quello che immagina la tua mente associando l’idea di fallimento con quella dell’epidemia.

Prenditi un po’ di tempo per rispondere alla domanda col pallino, scoprirai cose piuttosto interessanti su te stesso, fidati.

E chiudiamo questa piccola digressione sovversiva.

L’esperienza del fallimento

Solo un’esperienza potente come il fallimento avvia il processo che ti permette di INIZIARE a non temere la morte.

Te lo dico perchè ho fallito. E non sono morta nè io nè i miei sogni. Da quello morto ne sono nati altri, altrettanto meritevoli di essere seminati e accuditi. Uno ha addirittura avuto successo: ho pubblicato il mio primo libro serio con un editore serio.

Quindi è vero che il fallimento è un’esperienza necessaria per la propria crescita.

No, ribadisco il concetto iniziale. E’ davvero un lusso per pochi.

Perchè non è strettamente necessario che accada, soprattutto se sei capace di seminare molte cose, se giochi d’anticipo e ti prepari dei piani alternativi e se cerchi di scegliere in anticipo come reagirari alle diverse cose che possono succedere.

Ma, e qui sta tutto il senso della cosa, se non ti concedi nemmeno la possibilità di fallire, allora hai davvero perso in partenza. Perchè rimarrai immobile e non farai nemmeno un passo. In nessuna direzione. E questo è peggio. Peggio del fallimento, ma anche peggio del successo.

 

PS. Il Test, facile facile, per le convinzioni inconsce lo trovi nel mio libro. Puoi trovarne una copia qui:

https://amzn.to/3bcLe1V 

Oppure, se ami la possibilità di poterlo stampare e avere la “carta tra le mani”, qui trovi la versione stampabile:

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Photo by David Kovalenko on Unsplash

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