Quando decidi di cambiare e la vita inizia a prenderti a sassate.

Decidi di cambiare e iniziano i guai

Vi è mai capitato?

Decidete di dare inizio a quel progetto a cui tenete e che non avevate mai fatto partire. Oppure iniziate un cammino di crescita per ottenere determinati risultati nella vostra vita. Oppure decidete di tagliare alcune situazioni che avete compreso essere dannose per iniziare… un nuovo lavoro, nuove relazioni, nuovi modi di comportarvi. O decidete di cambiare casa e paese perchè avete capito che dove state ora la vostra vita è chiusa in una situazione di stallo. Insomma, avete appena iniziato a cambiare (qualunque sia questo cambiamento) ed ecco che, all’improvviso iniziano i guai.

Proprio letteralmente. Avete giusto deciso, magari iniziato a fare i primi passi nella nuova direzione, ed ecco che cominciano a capitarvene di tutti i colori. Un guaio dietro l’altro, al lavoro, in famiglia, ovunque. Si rompe la macchina, la caldaia o il tetto e non avete i soldi per le riparazioni, un parente si ammala gravemente, il lavoro di vostro marito o il vostro (di cui avete bisogno) vengono minacciati, uno dei vostri figli manifesta un problema che richiede tutta la vostra attenzione ed energia… e così via.

Pare proprio che tutto si stia mettendo contro quel famoso cambiamento che, finalmente, avete deciso di abbracciare. 🙂

A me è successo parecchie volte. E succede ancora… abbastanza regolarmente devo dire. Cosa vuol dire una cosa del genere?

Cambiare non ci piace

Come dico spesso, io sono cintura nera di autosabotaggio. E, come immagino sia capitato a tutti almeno una volta, anni fa se mi capitava una cosa del genere ero prontissima a mollare il colpo. Vuol dire che non devo cambiare le cose, vuol dire che l’Universo non vuole che vada per quella strada, vuol dire che forse devo pensarci con più calma…. ecco queste me le sono dette più volte. E voi?

Il fatto è che non ci pace cambiare. Siamo animali abitudinari, e anche se alcune delle nostre abitudini ci fanno vivere situazioni che non ci stanno bene, è più facile rimanere in una situazione che conosciamo bene che affrontare l’ignoto.

Quindi, con molta calma e pazienza, ho iniziato a vedere quello che capitava come un mio tentativo di rimanere nella situazione in cui mi trovavo per non cambiare.

Occorre ora fare attenzione alle parole per non fraintendermi. NON intendo assolutamente dire che con qualche potere sovrannaturale provoco la malattia grave di un mio caro o faccio rompere la caldaia o la macchina. Soprattutto se quello che accade riguarda incidenti o malattie di altre persone o grosse difficoltà nella loro vita difficilmente io posso essere la causa diretta.

E qui vi faccio un esempio pratico. Due anni e mezzo fa avevo appena iniziato a  seguire regolarmente alcune pratiche di tradizione sciamanica che mi richiedevano esercizi quotidiani, quando mio padre ha avuto un incidente in casa ed è stato ricoverato in ospedale quasi due mesi in condizioni difficili. Mia madre ha avuto bisogno di aiuto ed ho riorganizzato la mia vita di quel periodo in modo da gestire l’emergenza familiare. Con un enorme impatto sulle mie pratiche che divennero molto più difficili se non quasi impossibili da seguire. Il risultato è stato che ho mollato tutto praticamente subito. Ma…. c’è un ma.

Riguardando quello che era successo con calma, quando tutto era finito, mi sono resa conto che se mollavo tutto perchè me ne erano capitate di tutti i colori subito dopo aver iniziato le mie pratiche era, in realtà, perchè IO sceglievo di vedere un legame tra la mia decisione di cambiare e quello che era successo dopo.

In questo caso il legame non c’era, ma se io sceglievo di interpretare in quel modo le cose ero io stessa a crearlo e a renderlo reale. Le cose accadono, spesso indipendentemente dal nostro intento. Ma come vedere le cose e cosa pensiamo di quello che accade è sempre, assolutamente, una nostra scelta. Inutile dirvi che, dopo queste riflessioni ho scelto di ricominciare le mie pratiche. 😉

In altri casi l’autosabotaggio può essere più diretto. Come dicevo prima non ci piace cambiare, e se dopo aver deciso di intraprendere un cambiamento sperimentiamo delle difficoltà che riguardano la relazione affettiva che viviamo oppure i rapporti che abbiamo al lavoro con capi o collaboratori, allora è anche possibile che inconsciamente ci stiamo creando delle difficoltà che spostino la nostra attenzione dal nuovo cammino che vogliamo intraprendere a qualcos’altro. Qualcosa che ci assorbe e ci impedisce di continuare a muoverci nella nuova direzione. In questo caso i guai ce li stiamo davvero creando noi, inconsciamente e inconsapevolmente, attraverso i nostri atteggiamenti e il nostro modo di esprimerci.

Ma di nuovo, possiamo scegliere come interpretare quello che accade. Scegliere di vedere la nostra responsabilità o ignorarla. Scegliere di sentirci vittime dei guai o di riconoscere il nostro ruolo in quello che accade e fermarlo.

Per cambiare ci vuole pazienza.

Esatto, pazienza.

Pazienza non significa sopportare qualunque cosa stoicamente e farsela andare bene così come ci si presenta. Assolutamente no.

Pazienza è quell’atteggiamento che si fa sentire sicuri del fatto che realizzeremo quello che vogliamo realizzare a prescindere dalle sassate della vita, e con questo atteggiamento il tempo necessario diviene un fattore più secondario.

Quando desideriamo cambiare qualcosa per stare meglio, una parte di noi vorrebbe che tutto si compisse istantaneamente. Sia per essere già nella condizione migliore che vogliamo realizzare, sia perchè sappiamo che le azioni necessarie al cambiamento saranno faticose e una parte di noi non avrà tanta voglia di farle. Questo atteggiamento è il contrario della pazienza.

Se invece adottiamo la pazienza come atteggiamento diventiamo più resilienti nei confronti delle sassate della vita perchè “sappiamo” che in un modo o nell’altro arriveremo là dove vogliamo andare. Un mese o due in più non fanno differenza perchè il nostro intento è solido e incrollabile. In un certo senso, in questa modalità, il risultato che vogliamo ottenere è già nostro. 🙂

Se adottiamo la pazienza, quando la vita ci lancia sassate, riusciamo più facilmente a fare queste due cose:

  1. Se le difficoltà arrivano da eventi del tutto esterni al nostro controllo o volontà (es. un nostro caro si ammala) riusciamo a scollegare ciò che accade da quello che vogliamo realizzare. Sono eventi indipendenti, e quello che accade non ha il potere di fermare le mie azioni a meno che quel potere non glielo dia io. Quindi posso tranquillamente rallentare le mie azioni per far fronte a ciò che è necessario, ho pazienza per farlo e so che quello che accade non accade al fine di impedirmi di cambiare. E appena possibile ricomincio ad agire con costanza per andare nella direzione che desidero.
  2. Se le difficoltà arrivano da ambiti in cui sono direttamente coinvolto, posso fermarmi un momento tralasciando il lamento e il vittimismo. Se analizzo con calma quello che accade quasi sicuramente troverò le azioni o gli atteggiamenti, miei e altrui, che mi mettono in difficoltà. Se mi domando onestamente per quale motivo sto facendo alcune cose o ne dico altre riuscirò a  vedere in che modo io stesso sto ostacolando il cambiamento che desidero attuare. A questo punto ho la pazienza necessaria per intervenire sui miei atteggiamenti in modo da smettere di ostacolare il cambiamento che voglio realizzare.

Ci vuole tempo?

Si. Ma i percorsi che portano da un punto all’altro in linea retta spesso non esistono. E, tutto sommato qualche mese in più sul cammino che stiamo percorrendo può anche essere un prezzo davvero piccolo da pagare a fronte del grande risultato che ci porta. 🙂

E poi, magari, quel piccolo rallentamento necessario a far fronte alle sassate della vita, se vissuto con un atteggiamento aperto e ricettivo, può portarci meravigliosi doni inattesi. Chi può dirlo?

In fondo nulla accade mai per caso. Nemmeno le sassate della vita. 😉

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