Le cose che vengono prima vanno fatte prima di quelle che vengono dopo

First things first.

Cosa vuol dire che le cose che vengono prima vanno fatte per prime? Sembra, tutto sommato, una frase un tantino cervellotica che sottolinea un concetto piuttosto ovvio…. in realtà arriva da uno dei miei dialoghi con i miei Maestri Invisibili.

Ed è un concetto molto meno ovvio di quanto non sembri…

Stavamo ragionando sulla differenza che c’è tra conoscere un sentiero e percorrerlo. “Perchè in effetti sono due cose molto diverse”, mi dicono. “Gli inglesi esprimono molto bene questo concetto. Loro dicono: -First things first-, che è come dire che c’è una logica e un ordine nel fare le cose. O nell’arrivare nei posti. Tu magari vuoi andare in un certo luogo, e ci vuoi proprio andare…sai che là troverai una cosa proprio interessante e ci vuoi arrivare in fretta. Quindi prendi una bella mappa, ti concentri su dove vuoi arrivare e te la studi per bene. E mandi a memoria la strada da percorrere. E alla fine pensi di saperci arrivare. Ma non è mica vero”

A questo punto osservo che se ho imparato a memoria la strada che devo percorrere posso affermare di saperci andare.

“No” mi rispondono “Non ci sai andare davvero. Hai solo imparato a memoria un pezzo di carta. Non ci sai andare davvero finchè non ti metti in cammino e percorri quella strada. E cosa succede se al momento in cui SAI che devi voltare a destra qualcosa ti distrae e te lo dimentichi? Magari sbagli strada. E tu credi che sia semplice tornare indietro e ritrovare la svolta giusta, ma magari un qualche altro problema ti distrae di nuovo…. sbagli di nuovo…. e in men che non si dica ti sei perso. Ti ricordi la favola del pettirosso?”

Me la ricordo si…. e la racconto anche a te.

I tre consigli del pettirosso

C’era una volta, in un freddo inverno, un uomo che aveva molta fame e un bel giorno in una delle sue trappole trova un piccolo pettirosso.

Tutto contento l’uomo pensa subito a come poterlo cucinare, ma il pettirosso lo implora di risparmiarlo: “Sono tanto piccolo”, gli dice, “Non avresti poi tanto di che mangiare… lasciami andare e ti darò tre consigli che ti faranno realizzare grandi cose”

L’uomo è incuriosito, ma teme che il pettirosso lo voglia ingannare, quindi l’uccellino gli propone un patto. “Ti darò il primo consiglio mentre ancora mi tieni in mano. Se non ti piace ti sarà facile non farmi scappare. Se ti piace volerò sul cespuglio accanto a te e ti darò il secondo. In questo modo se non ti piace farai ancora in tempo a prendermi. Se invece ti piace volerò in alto sulla cima dell’albero, ti darò il terzo e me ne andrò libero”.

L’uomo accetta e mette il pettirosso sulla sua mano. “Il primo consiglio è questo” dice l’uccellino “Non lamentarti mai per quello che è stato. E’ passato e non lo puoi cambiare, guarda avanti”.

L’uomo è soddisfatto e lascia volare il pettirosso sul cespuglio vicino. “Il secondo consiglio” continua l’uccellino, “è di non prendere mai per oro colato  ciò che ti viene riferito da altri”.

L’uomo è sempre più soddisfatto e il pettirosso vola sulla cima dell’albero dove guarda in basso e dice “Come sei stato sciocco a lasciarmi andare. Nella mia pancia c’è un bracciale d’oro grande due volte il tuo polso. Se mi avessi ucciso  ora saresti ricco.”

A queste parole l’uomo si getta a terra disperato strappandosi i capelli per la sua stupidità e per aver rinunciato alla ricchezza in cambio di tre sciocchi consigli. E in quel momento si rende conto che l’uccellino gliene ha dati solo due. “Visto che mi hai ingannato dammi almeno il terzo consiglio, perfido uccello”

Il pettirosso lo osserva divertito e risponde: “Ti ho detto di non lamentarti del passato e di non credere a tutto quello che ti viene detto…. ed eccoti lì a disperarti per quello che pensi di aver perso. Ti pare possibile che nel mio piccolo ventre ci sia un bracciale d’oro grande come ti ho fatto credere? Se non sei stato capace di seguire i primi due consigli, a che serve che ti dia il terzo?” 

Non sai se prima non fai

Troppe volte pensate di conoscere bene qualcosa solo perchè l’avete sentita, o studiata, o vista” continuano i maestri, “Ma in realtà non la conoscete. Per conoscerla dovete farla. E metterci quella che voi definite attenzione, altrimenti al primo piccolo problema dimenticate che avreste dovuto agire in un certo modo e fate tutt’altro. E vi arrabbiate pure…. come se non aveste fatto tutto da soli. E’ divertente…”

Si si….. divertentissimo rispondo io.

“Ma si che è divertente” mi dicono. “Studi a memoria quello che devi fare, ogni singolo passo, ma non serve a niente. Ti fa credere di poter saltare dei passaggi, di poter partire dalla metà del cammino saltando tutta la prima parte, solo perchè l’hai studiata. Invece devi cominciare dall’inizio. E’ una bella fregatura se ci pensi bene…
Di fatto non conosci niente finchè non ti metti a farlo. Inizia dal punto di partenza. Con calma, senza troppa fretta perchè tanto il posto dove vuoi andare rimane li ad aspettarti sai?  Invece di perdere tempo a studiare la mappa, mettiti in cammino tenendola in mano. E se magari scopri che non è aggiornata, comprane una nuova”

Trovo che tutto sommato sia un saggio suggerimento… e tu che ne pensi? 🙂

 

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