E vissero per sempre felici e contenti.

Per sempre felici e contenti…

Quasi tutte le fiabe che abbiamo sentito centinaia di volte da bambini e non, finiscono così. Al punto che probabilmente abbiamo iniziato a pensare che felice e contento siano sinonimi. Beh, non lo sono.

Ieri mi sono imbattuta in alcuni appunti relativi a degli scritti di Igor Sibaldi mentre mi preparavo per la presentazione del corso sui Maestri Invisibili che terrò in settembre ad Aosta, dove era ben evidenziato come queste parole, felicità e contentezza, abbiano significati molto diversi.

Oggi parlare di felicità va un sacchissimo di moda. Ci si allena ad essere felici, ci si dice che se cerchiamo la felicità non la troveremo perchè è già dentro di noi, ci sono corsi per imparare ad essere felici subito e negli stati uniti è addirittura nata, nelle aziende, la figura di happiness manager. Perchè i dipendenti felici sono più motivati e produttivi. Soprattutto produttivi. A me ricorda un pochino il “Panem et circensem” dell’antica Roma, ma per carità, opinione mia…

Quello che conta è: parliamo davvero di felicità o stiamo parlando di contentezza?

 

Felice o contento?

Partiamo proprio dal significato e, oltre all’autorevole voce di Igor Sibaldi, se volete verificare potete consultare il sito etimo.it.

Contento deriva dal latino contentus e significa letteralmente contenersi, raffrenarsi. Come sostantivo rimanda ad uno stato d’animo di moderata allegria, è l’essere soddisfatti di ciò che abbiamo.

E non è questo essere felici? No, a mio parere questo assomiglia di più al concetto di “accontentarsi”. Bruttissima cosa… Ma andiamo avanti

Felice deriva sempre dal latino e significa fecondo. Come sostantivo rimanda alla condizione in cui tutti i tuoi desideri sono soddisfatti.

A questo punto la differenza tra le due cose è palese e, a mio parere, tutta la felicità di cui si parla un sacchissimo oggi è decisamente più contentezza. Perchè, per quella che è stata la mia esperienza con chi ragiona di felicità, spessissimo mi hanno parlato di cambio di prospettive, di carenze e bisogni. Ma quasi nessuno mi ha parlato di desideri.

Di cosa hai bisogno, in questo istante, per essere felice?

Partiamo dalla classica domanda filosofica zen, o dalla sua variante che suona: “Cosa ti manca, in questo istante, per essere felice?”

La risposta filosoficamente corretta a questa domanda, in qualunque modo ti venga posta, è “nulla”. Ma devo dire che si tratta di una domanda davvero mooolto filosofica, mooolto bastarda e pure un pochino manipolativa.

Perchè:

  1. La risposta presuppone che tu sia capace di “stare completamente nel momento presente” dove non esistono bisogni, e che tu sia capace di estendere questa capacità in modo indefinito. Ora, per una persona dalla mente non particolarmente illuminata come posso essere io, già stare completamente nel momento presente è notevolmente difficile. Estendere la cosa per tempi indefiniti è un’impresa impossibile titanica credo per la maggior parte di noi.
  2. La risposta permette di entrare in una discussione potente sul concetto di carenze e bisogni e su come sia rilevante essere capaci di vederci come perfetti e completi così come siamo. Concetti potenti e utili sicuramente, ma ci spostano dal succo del problema, per così dire.
  3. La tua legittima perplessità nel rispondere “nulla” alla domanda rischia anche di farti sentire un po’ in colpa perchè non sei capace di stare nel qui ed ora e non sei nemmeno convinto che sia tanto giusto negare quelli che percepisci essere i tuoi bisogni. Anche se ovviamente non riguardano il qui ed ora, e qui rimando al punto 1, ma riguardano la dannata vita di ogni giorno.

La mia personale risposta alla domanda da cui siamo partiti? Per essere felice mi manca il togliermi dalle scatole l’essere contenta.

E se invece che di bisogni parliamo di desideri?

I desideri sono il carburante per andare verso l’essere felice.

I desideri sono il centro di quello che fa muovere le nostre energie emotive e con cui attiriamo e allontaniamo le cose dalla nostra vita.

E sono anche un grosso, enorme, gigantesco problema. Perchè, nella mia esperienza con le persone, pochissime tra quelle che mi hanno scelto per supportare i loro cambiamenti avevano chiaro cosa desideravano.

Chiarissimo che non erano felici, chiarissimo quello che non volevano, ma quello che desideravano davvero? Nebbia fitta punteggiata da qualche punto più rado dove andavamo a scoprire dei desideri che in realtà non erano i loro ma quelli della madre, del padre, del compagno o del capo.

Se essere felice vuol dire che i tuoi desideri sono stati soddisfatti e tu non sai quali sono i tuoi desideri più autentici, come puoi essere felice?

Ecco che allora invece di un viaggio con una meta ben chiara, parti per una vaga ricerca di un qualcosa che manca e non sai definire. E qui, di solito, si comincia a parlare di bisogni carenze e completezza e finisci fuori strada.

I desideri non hanno nulla a che fare con i bisogni, che davvero nascono da una sensazione di incompletezza. I desideri esistono a prescindere da questo. E se ne sei consapevole puoi realizzare imprese incredibili, cose di cui non penseresti mai di essere capace. Perchè i tuoi veri desideri sono il tuo perchè più autentico.

E se hai un perchè abbastanza forte, troverai il come

 

A volte l’energia del desiderio è talmente potente da farti portare del tutto inconsciamente nella tua vita dei modi per realizzarlo, e se non sei focalizzato sull’essere contento quei modi li vedi e li afferri, lasciando che ti trasportino per un po’ e lasciandoli andare quando nuovi modi per andare verso il tuo desiderio si presentano.

Aiutare le persone a trovare i loro veri desideri, il loro carburante, è sempre la parte più sfidante del lavoro che faccio. Nel mio personale cammino il più grosso aiuto che ho avuto nello scoprire il  miei più autentici desideri sono stati i dialoghi con i maestri invisibili. Tecnica che ho appreso da Igor Sibaldi e che io stessa sono abilitata ad insegnare ormai da tre anni, cosa che mi ha permesso di accompagnare altre persone in questo meraviglioso viaggio alla scoperta di chi sono davvero e di dove davvero vogliono andare.

 

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Se desideri sapere di più sui maestri invisibili e sul mio corso, clicca sotto. Ti aspetto.

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