Gratitudine: istruzioni per l’uso

gratitudineQuando non si è mai contenti di nulla.

Oggi va così. Vi racconto una storia sulla gratitudine.

Capita che io lavori come ricercatore biomedico in un istituto di ricerca di Milano.

Ricopro un ruolo trasversale. Il che significa che gestisco un servizio a cui accedono tutti i ricercatori che ne hanno bisogno, senza che io faccia parte di uno specifico gruppo o progetto. Quindi, per certi aspetti, “faccio cose e vedo gente” nel senso che ho a che fare più o meno con tutti e conosco più o meno lo stato di avanzamento dei progetti di tutti quelli che utilizzano i miei strumenti.

Accade che uno di questi gruppi, nel giro di un anno, a fronte del grande impegno dei ragazzi che ci lavorano e nostro in termini di servizio fornito, hanno messo insieme i dati per scrivere un articolo davvero importante.

Il capo del gruppo di ricerca sottopone l’articolo per la pubblicazione in quella che forse è la più importante rivista di settore al mondo e, come spesso accade, viene rifiutato. Succede spesso, e in questi casi quello che si fa è cambiare il formato dell’articolo e mandarlo a un’altra rivista.

Quindi l’articolo, adeguatamente adattato, viene sottoposto a una rivista di settore un pochino meno importante, ma pur sempre une delle 5 più importanti al mondo. E viene accettato a condizione di eseguire alcuni esperimenti. Gli esperimenti vengono eseguiti, i risultati sono buoni quattro volte su quattro (e vi garantisco che già questo è un piccolo miracolo) e quindi l’articolo riparte. Lieto fine.  🙂

Pacche sulla spalla, bottiglia di spumante aperta e sorrisi? No. Il commento del capo di questo gruppo è stato: “certo che con un po’ più di fortuna poteva andare meglio”.

La mancanza di gratitudine rovina la vita

Non fraintendetemi ora. Aspirare al meglio in ogni circostanza è sicuramente un’abitutine di vita ammirevole e da coltivare.

Si, ma tra l’aspirare al meglio e il non essere mai contenti di niente c’è di mezzo l’oceano.

Che vantaggio traiamo dal non essere mai contenti di quello che accade nella nostra vita?

  1. Siamo perennemente arrabbiati con qualcuno o per qualcosa.
  2. Ci sembra che gli altri abbiano sempre più di noi o vivano sempre meglio di noi.
  3. Ci sembra che, per qualche ingiusto motivo, l’universo intero ce l’abbia con noi.
  4. Siamo convinti che ci vada sempre tutto male (e a volte è davvero così ma approfondiremo le ragioni un’altra volta).
  5. Non è mai colpa nostra se siamo maltrattati e infelici.
  6. Siamo convinti di fare fin troppo per gli altri, tanto non ce ne viene nulla in cambio.
  7. Se non abbiamo successo non è mai colpa nostra, ma è colpa del nostro team che non si impegna abbastanza o di qualcun altro che ci ruba le idee e i risultati.
  8. Viviamo costantemente con la paura che il nostro piccolo mondo ci possa crollare sotto i piedi.
  9. Abbiamo l’impressione che nessuno si dia da fare come noi, ma agli altri viene riconosciuto mentre a noi no.
  10. Gli altri ottengono, immeritatamente, riconoscimenti e premi, mentre il nostro lavoro non viene mai premiato.

Ad occhio e croce mi pare che di vantaggi non ce ne siano. Eppure lo facciamo. Non ho intenzione di tirarmi indietro su questo punto, io queste cose le ho fatte più volte nella mia vita.

Per citare Moravia, quando facciamo questo, mettiamo il nostro paradiso nell’inferno di qualcun’altro. E l’unico risultato che otteniamo è di vivere male. Molto, molto male. E’ un vivere male che ci è familiare e magari provare qualcosa di diverso ci spaventa. Ma rimane comunque vivere male.

Quindi che facciamo?

Non è colpa di nessuno.

Il primo punto da accettare, che è anche il rospo più difficile da mandar giù, è che niente di quello che ci accade nella vita è colpa di qualcun altro. Siamo sempre pienamente responsabili di quello che ci succede.

Anche quando io lavoro un sacco e mi sfruttano? Anche quando mio marito mi lascia per la mia migliore amica? Anche quando io do un sacco e nessuno pensa a me?

Si.

E, attenzione, non sto parlando di colpe. Tra colpa e responsabilità c’è un abisso di differenza. Le nostre scelte, o a volte non scelte, sono alla base di ciò che ci accade nella vita di ogni giorno. Cominciare ad adottare questo punto di vista ci permette di smettere di sentirci “vittime” di una vita che non controlliamo e di diventare gli attori protagonisti di un copione che siamo noi stessi a scrivere. Non suona meglio detta così? 😉

A poi che altro?

Fatti nutrire dalla gratitudine

La gratitudine è davvero una risorsa potentissima. Ma diciamo che non ci viene del tutto naturale usarla. Occorre allenarsi….

Partiamo dalle cose facili.

Per prima cosa spostiamo l’attenzione dalle cose che non funzionano e in cui tendiamo a sentirci vittima (vero che abbiamo appena detto che non lo siamo ma anche cambiare questo atteggiamento mentale richiede tempo) a tutte le cose belle che abbiamo nella nostra vita e per cui possiamo essere grati. Non poniamoci limiti, pensiamo a a 360°

Ora prendiamo un quaderno e scriviamole tutte, senza fermarci a pensare, scriviamo per almeno un quarto d’ora senza interruzione. Vale tutto (soprattutto quello che normalmente diamo per scontato). Per aiutarvi ecco un pezzo del mio elenco originale: sono sana, ho due figlie sane, ho tanti libri, ho tanti vestiti, ho avuto la possibilità di studiare e laurearmi, ho un lavoro, ho una casa che amo, ho la possibilità di viaggiare e visitare posti bellissimi, ho una buona memoria, ho di che mangiare ogni giorno, ho la possibilità di frequentare persone che mi aiutano a crescere ed evolvere, ho un’automobile tutta per me che mi rende indipendente…. mi fermo qui ma quando ho fatto questo esercizio la prima volta ho riempito 4 pagine di quaderno.

A questo punto fermiamoci un attimo e domandiamoci quante sono le cose belle che ci accadono ogni giorno e di cui non ci accorgiamo perchè siamo troppo impegnati a fare la vittima (di noi stessi)? Probabilmente sono tante…

Proviamo a prendere l’abitudine, sul quaderno su cui abbiamo segnato tutte le belle cose che abbiamo e di cui siamo grati, di scrivere ogni sera almeno tre cose accadute nella giornata di cui siamo grati.

Pian piano, giorno dopo giorno, ci accorgeremo che la gratitudine ci nutre e cambia il nostro modo di percepire quello che ci succede. I fatti che accadono rimarranno quelli, ma la percezione che ne abbiamo cambierà. Cominceremo a renderci conto che nelle difficoltà di ogni giorno ci sono occasioni per imparare qualcosa su noi stessi e su come vivere una vita più felice, scegliendo di agire in un modo oppure in un altro, e cominceremo ad essere grati anche per questo. In fondo, Albert Einstein una volta ha detto: “Sono grato a tutti quelli che mi hanno detto no. E’ grazie a loro che ho fatto da solo”.  🙂

Funziona proprio così, una gratitudine alla volta cambieremo la nostra vita completamente. 

 

E tu cosa pensi della gratitudine? Se ti va lascia un commento per condividere la tua esperienza, oppure clicca e raccontami quello che pensi in privato. Mi farà piacere!!!  🙂

 

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