Il volo di Icaro. Arroganza o il coraggio di osare?

coraggio-di-osareIcaro simbolo di arroganza.

A volte basta davvero poco, l’omissione di una frase, per stravolgere completamente il senso di una storia. E’ quello che accade con il mito di Icaro, che probabilmente tutti conosciamo così:

Icaro è un ragazzino che viene imprigionato insieme al padre Dedalo, in cima a una torre altissima dal re di Creta Minosse. Dedalo è infatti colpevole di aver aiutato Arianna e Teseo a uccidere il Minotauto, imprigionato da Minosse nel labirinto ideato dallo stesso Dedalo, e l’ira del re colpisce lui insieme al figlio.

Dedalo è però un inventore geniale, e trova il modo di fuggire dalla torre. Costruisce per sé e per Icaro delle ali di cera con cui potranno mettersi in salvo. Prima di lanciarsi dalla torre Dedalo raccomanda a Icaro di seguirlo da vicino e di non volare troppo in alto, altrimenti il sole scioglierà le ali di cera e il ragazzino cadrà in mare e morirà.

Ma Icaro durante il volo dimentica le parole del padre e, tutto preso dalla sua impresa, vola troppo in alto. Il sole scioglie la cera delle sue ali e il ragazzo precipita in mare e muore.

La morale che di solito viene tirata fuori da tutto questo è che occorre tenere sotto controllo il proprio desiderio di volere più degli altri. L’arroganza, viene insegnato partendo dalla storia di Icaro, non può che portare a un finale rovinoso.

Ottimo. Peccato che manchi una piccola, ma fondamentale, frase.

Il pezzo mancante.

Quello che Dedalo raccomanda a Icaro, prima di spiccare il volo, è di fare attenzione a DUE cose.

  1. Non deve volare troppo in alto, altrimenti il sole scioglierà le ali di cera è lui cadrà in mare.
  2. Ma non deve nemmeno volare troppo in basso, altrimenti le ali si inumidiranno con l’acqua del mare e diventeranno un peso insopportabile che lo schiaccerà e lo farà affondare.

Un piccola frase. Che cambia tutto. 🙂

E’ chiaro che con questa frase non stiamo più parlando semplicemente di non strafare e di non essere arroganti. Stiamo parlando, in realtà, di darsi il giusto valore.

Quello che ci dice questo racconto è che se non va bene considerare se stessi né superiori agli altri, non va bene nemmeno volare troppo in basso. Se non sappiamo collocarci al posto giusto, il peso delle ali che si bagnano e che, quindi, non riusciamo ad usare, diviene insostenibile. E ci schiaccia.

Potrebbero, quelle ali bagnate che ci schiacciano, simboleggiare tutti quei talenti a cui non diamo il giusto valore?

Secondo me si. 🙂

Icaro, simbolo del coraggio di osare?

E’ importante, a questo punto, un’osservazione. Dedalo, quando si accorge che Icaro non lo segue e torna indietro per cercarlo trovandolo morto, non esprime nessuna condanna per il figlio. Solo dolore per averlo perso.

Sono certa che tutti riteniamo l’arroganza un atteggiamento stupido. Ma non dare a noi stessi il giusto valore è anche più pericoloso. Soprattutto in una società come la nostra, dove quotidianamente ci viene insegnato a sminuire noi stessi in molti modi.

Inoltre, nel racconto, non si parla affatto dell’arroganza di Icaro (questa è un’aggiunta dei traduttori) ma del piacere che prova per la sua impresa. Piacere che lo assorbe e gli fa dimenticare i consigli ricevuti.

A me pare che, più che altro, si parli di passione. Quella passione che tutti diciamo essere un ingrediente fondamentale nel momento in cui vogliamo realizzare progetti importanti, imprese che sfidano i nostri limiti. Quella passione che ci permette di “volare in alto” nonostante le difficoltà è i rischi.

Sappiamo bene che quando ci poniamo un obbiettivo importante e che ci sfida, la possibilità di una rovinosa caduta c’è. E qui abbiamo due possibilità.

  1. Abituarci a volare basso, e non provare nemmeno per la paura di cadere.
  2. Imparare che il fallimento non è altro che l’occasione per imparare, che per imparare a camminare è necessario cadere, che quando abbiamo il coraggio di osare qualcosa di nuovo sbagliare è parte del processo che ci porta al successo. 🙂

Se scegliamo la seconda possibilità, il dedicarci con passione e piacere a qualcosa, tentare di raggiungere un obbiettivo ambizioso e sfidante e accettare il rischio di cadere provando, non lo chiameremmo arroganza. Forse lo chiameremmo coraggio di osare. 🙂

Forse anche Icaro lo avrebbe chiamato così. E forse, per noi, il messaggio più importante di questo racconto è proprio di non farci schiacciare da quelle ali bagnate e appesantite al punto da schiacciarci sotto il loro peso.

I rimpianti sono una pessima cosa. E, forse, Icaro ci sta solo mostrando un modo per evitarli. 🙂

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Un commento

  1. Nell’osare, proprio come scrivi tu cara Monica, corriamo sempre il rischio di farcela o non farcela. Sia una che l’altra possibilità sono il modo che avremo per imparare la lezione. Cadere e volare hanno in sé il seme dell’apprendimento e quando impariamo a guardare la vita come un insieme di esperienze, anche il significato delle parole cambierà.

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