Oggi sono lenta. E’ un problema?

Oggi sono lenta. E’ un problema.

Ma se mi sto godendo quello che faccio non è un problema…

E invece si. E’ un problema a prescindere, siamo nell’era di internet, nell’era della quarta rivoluzione digitale. Oggi si ragiona in gigabytes o anche terabytes, pensiamo in grande che è meglio. Oggi le informazioni viaggiano veloci, in rete puoi trovare tutto quello che vuoi, che poi sia vero o meno non conta nemmeno tanto, l’importante è che lo trovi in fretta.

Perché la lentezza è un problema.

Risultato di questo modo di fare? Nel mio personalissimo caso la mia mente funziona troppo e troppo in fretta. E questo si che è un problema.

  • Perché sono sempre stanca
  • Perché sono sempre avanti agli altri durante una discussione
  • Perché mi rende impaziente
  • Perché rischia di farmi preferire la meta al viaggio, e questo non è per niente bello.

Rallenta. Dammi retta provaci.

La pace sta nei piccoli gesti misurati. La pace sta nel fermarsi sulla porta di casa a guardare una farfalla posata su un fiore e al diavolo se inizi a preparare la cena più tardi. La pace sta nel guardare il soffitto come se non ci fosse un domani, lasciando che i sogni e i desideri riemergano dal vortice in cui la velocità li ha seppelliti. La pace sta nel camminare piano e guardare la città mentre tutti intorno corrono. La pace sta…nel viaggio, non nella meta.

E te lo dice una che fa una fatica immane a rallentare, ma quando riesci…è magia. Davvero.

Ma come, e il lavoro? E la casa da mandare avanti? E i figli che devono fare i compiti o che devo portare in palestra? E il bucato da stirare? E il cliente che non posso rimandare? E i risultati che devo assolutamente presentare alla prossima riunione? Eccheppalle!

Ma ti ascolti? Uomo o donna che tu sia, sei noioso. Ecco, ho commesso l’errore imperdonabile per un coach, ho giudicato. Ma se ti consola mi metto nel mucchio con te, quando faccio così sono noiosa, una vera palla da avere accanto.

Tutte quelle cose sono vere, sicuramente sono doveri contingenti che in qualche modo occorre svolgere. Ma c’è sempre un certo margine in cui sei tu a stabilire il ritmo. Le cose da fare sono quelle, come e quando in buona misura lo decidi tu.

Ora so che mi tiri fuori il lavoro. Bene, a meno che tu non sia un operaio alla catena di montaggio, anche lì hai margine di manovra.

Spesso nel lavoro ci sono obbiettivi e scadenze, ma altrettanto spesso non sono imposti, sono concordati. Certo, da un lato tireranno la fune dalla loro parte, ma niente ti impedisce di tirarla un pochino dalla tua per trovare quel mitico equilibrio che ti permette di non sentirti uscito da un frullatore a fine giornata.

Si tratta di usare un  po’ di più la magica parola no.

Fallo e ti accorgerai che non solo potrai rallentare, magari scoprirai che hai un po’ di tempo per fare qualcosa che ti diverte oltre a quello che devi. E ti accorgerai che anche gli altri, come per magia, di daranno un peso e una considerazione maggiori. E, soprattutto, se ti diverti sarai piacevole da avere accanto. Non sarai più noioso perché è la fretta a renderti così, tu non lo sei. Solo che vai troppo in fretta per accorgertene o per darci peso.

Rallentare può sembrarti quasi impossibile. Ma se ti fermi e ti guardi dentro ti accorgi che il più grosso ostacolo al farlo sei solo tu. E la paura delle conseguenze che, come sai, è qualcosa che tu crei e che piazzi proprio in mezzo alla strada. Tra te e la realizzazione dei tuoi desideri.

Prova a rallentare se ti va. E ti accorgerai che la la battuta di inizio cambia.

Diventa: oggi sono lenta, è un problema?

 

E la tua esperienza al riguardo qual’è? Ti va di raccontarcelo?

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