Essere la luce che illumina il proprio cammino

Per non affondare ci vuole una luce che ci guidi

Oggi pensavo ai fari. Quelle belle luci che guidano le navi e fanno si che non si schiantino sulle rocce.
Pensavo che una buona parte di essi vengono costruiti proprio su quelle rocce. Solidi e ben aggrappati proprio là dove c’è il maggior pericolo.

Pensavo che nella vita è un po’ la stessa cosa. Le rocce pericolose sono tutte quelle situazioni, magari anche assolutamente ordinarie, che con la tempesta diventano minacce in grado di distruggerci. O anche quelle brutte situazioni difficili che non vediamo, che stanno appena sotto la superficie della normalità, ma che rischiano di farci affondare miseramente.

Da dove arriva la nostra luce guida?

E il faro? Da dove arriva quella luce splendente che illumina il cammino e ci mostra il pericolo?
Arriva proprio da dentro di noi.
L’esperienza delle difficoltà è il prezzo che paghiamo per crescere e migliorare noi stessi, come cadere è il prezzo che paghiamo per imparare a camminare. In fondo, a ben pensarci, se vogliamo scalare una montagna ci alleniamo camminando in salita, non in pianura. 🙂

Spesso nei momenti difficili ci rivolgiamo all’esterno, per trovare un sostegno, per trovare la luce che ci guidi al sicuro in porto. Eppure, nessuna luce brilla potente come la nostra se glielo permettiamo.

Non è facile dite? Certo, lo so che non lo è. Siamo tutti bravissimi a ostacolare noi stessi. Non è facile, lo so. Come non è facile scalare una montagna. Ma la vista che si gode dalla cima non ha prezzo… 🙂

luce

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