Portare il passato nel futuro rovina il presente.

optimized-sam-x-4113Passato, futuro e presente. Che sono mai?

Ci sono un sacco di libri sul tempo, ne avete letti? Trattano di molte cose interessantissime.

E’ reale oppure no? E’ lineare, circolare o multidimensionale? Tutto questo è molto bello a livello di filosofia. Ma trovo che non ci sia utile  a livello pratico. Proviamo a dire a una mamma che è arrivata tardi alla recita della sua bambina e non ha potuto vederla, che il tempo non esiste. Secondo voi che mi risponde? 🙂

Ma in tutta questa filosofia c’è qualcosa di davvero importante.

L’unica cosa che conta del tempo è che il suo effetto nella nostra vita dipende interamente da come lo viviamo e da quello che decidiamo di farci.

Una brutta abitudine, che tendenzialmente abbiamo tutti e che è difficile da abbandonare, vuole che cerchiamo nel passato le ragioni di ciò che accade ora e alla luce di quelle ragioni prevediamo e pianifichiamo un futuro che vorremmo libero da esse

Ecco questo è abbastanza insensato e ha poche probabilità di funzionare. Non solo, danneggia sia la nostra vita che quella delle persone con cui abbiamo a che fare. Perchè?

Ve lo spiego raccontandovi un aneddoto.

Quando qualcuno usò il mio passato per decidere il mio futuro.

C’era una volta Monica, promettente giovane ricercatrice biomedica che sta facendo il dottorato di ricerca.

Monica ama il suo lavoro, ma ama anche l’idea di sposarsi, avere figli e vivere una vita piena al di fuori del lavoro. Siamo nel 1995, Monica è convinta che ricoprire un ruolo di responsabilità nella ricerca scientifica sia inconciliabile con la famiglia e con il vivere tante passioni e hobbies. Quindi un giorno Monica racconta al suo capo che non vuole “fare carriera” ed avere un suo laboratorio, che le basta fare parte del personale senza ruoli di responsabilità.

Passano gli anni e Monica cresce, prende la misura delle sue forze e impara a gestire il tempo in modo più funzionale. Cambia prospettiva su molte cose, compreso i suoi talenti e il suo potenziale. Impara che conciliare i vari aspetti della sua vita le viene naturale se è coinvolta in quello che fa e lo fa con passione. In poche parole, Monica cambia idea su quello che vuole. Le premesse sono cambiate e anche il suo punto di vista. Anche questo cambiamento lo racconta al suo capo, convinta che vada bene così.

Ma il suo capo la pensa diversamente. Sceglie di continuare a credere alla dichiarazione che Monica ha fatto nel 1995 e sulla base di quella decide che Monica non avrà mai un ruolo di responsabilità. Dal punto di vista del suo capo è troppo rischioso far crescere Monica, che tanti anni fa non voleva crescere, meglio farla andare nella direzione scelta dieci anni prima.

Ecco che il passato di Monica viene usato per determinare il suo futuro.

Immagino non sia necessario dire che questo ha creato non pochi problemi. A Monica in primo luogo. Ma anche al suo capo, che si è trovato a lavorare con una persona che si sentiva ingiustamente confinata e che pian pianino perdeva la motivazione e la passione.

Come fare a non portare il passato nel futuro?

Non racconto questo per fare la vittima. 🙂

Col tempo il mio percorso di crescita mi ha portato a vedere esattamente le mie responsabilità in quello che mi è accaduto allora e in quello che è accaduto negli anni seguenti nella mia vita lavorativa.

Ovviamente il passato ha una sua funzione importante, semplicemente non dobbiamo usarlo per progettare il futuro. Perchè è davvero probabile che noi non siamo più quelli che eravamo e nemmeno le altre persone coinvolte lo sono più.

L’errore che facciamo tutti è il pretendere di mettere in connessione causale il passato con il futuro, senza prestare attenzione all’unica cosa che conta. Ciò che siamo ora e ciò che sentiamo ora.

Se riusciamo a prendere l’abitudine di guardare onestamente dentro di noi, in ogni momento in cui stiamo ponderando una decisione o un’azione, e scegliamo di agire in un modo che sia allineato con il nostro sentire PRESENTE, succede qualcosa di davvero magico.

Le nostre decisioni e azioni entrano in un flusso in cui ci muoviamo in armonia con ciò che siamo in ogni dato momento. Estendiamo, per così dire, il nostro presente e siamo costantemente in armonia con noi stessi. Senza portare in quello che facciamo la rabbia o il dolore di ciò che è accaduto prima.

Può sembrare molto complicato, soprattutto se nelle nostre decisioni è coinvolto il rapporto con altre persone. Ma in realtà in questo modo evitiamo una delle peggiori trappole che ci si presentano nelle nostre relazioni, qualunque esse siano.

La trappola di “leggere” le persone con cui abbiamo a che fare alla luce del loro passato, con l’arroganza di credere di conoscere il loro presente perchè siamo convinti di aver correttamente giudicato ciò che erano un tempo.

La sola cosa che, in realtà, conosciamo senza possibilità di errore siamo noi. E la sola cosa reale siamo noi nel presente.

Il passato è utile per guardare il cammino che abbiamo percorso, non ha altra funzione. A meno che non siamo noi a decidere diversamente. E perchè dovremmo farlo, se non ci è utile per essere felici?

 

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2 commenti

  1. La storia di Monica potrebbe essere quella di Lucia o di molte altre donne e uomini che conosco. E’ un sollievo trovare altri modi per vedere la vita ed è un sollievo sapere che non sono sola. Portare il passato nel presente per liberare il futuro è ciò che ho imparato a fare: non sempre mi riesce. A volte scivolo … e meno male: sono vita. Mi rialzo, spazzolo con la mano i vestiti e ricomincio il viaggio 🙂

  2. 🙂 forte! Giusto ieri si parlava con i miei di come sia faticoso, ed anche fastidioso spesso, avere a che fare con persone che continuano imperterite a farti le stesse battute di vent’anni fa e che già allora non facevano ridere.
    Ci vuole impegno ed attenzione per stare nel presente e guardare se stessi e gli altri nell’oggi anzichè in un passato fossilizzato.
    Non sempre ce la si fa ma quando riesce, quante cose belle vediamo di noi e degli altri!
    Grazie per questa riflessione 🙂

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