Sono fatto così…. E quindi?

sono-fatto-cosiMa io sono fatto così.

Questa è un’affermazione che può essere pericolosissima. Io mi ci scontro piuttosto spesso, parlando con le persone.

La frase “io sono fatto così” viene fuori più o meno nel momento in cui abbiamo identificato la possibile origine del disagio che la persona sta affrontando. Il che vuol dire che siamo arrivati allo spaventoso momento in cui ci si accorge che, per superare il disagio, occorre cambiare qualcosa di noi.

Ci sono cambiamenti da cui, apparentemente, non ci sentiamo messi in pericolo. Sono tutti quelli a cui si applica la regola: “comincia a mettere in pratica le azioni e il cambiamento interiore verrà di seguito”. Nel mio caso particolare con questo sistema mi sono trovata bene in ambiti come la gestione dell’agenda, l’organizzazione del tempo e la riduzione degli sprechi domestici. Vedere il risultato e toccarlo con mano da subito, in casi del genere, per me ha fatto miracoli per consolidare il cambiamento dell’abitudine.

Ci sono altri casi in cui se si parte dal cambiamento comportamentale non è affatto detto che si ottenga un risultato. Purtroppo (o per fortuna 🙂 ) a me tendenzialmente capita di incontrare persone che vogliono smazzarsi rogne  affrontare situazioni che ricadono in questa seconda categoria. Ad esempio dimagrire…. 🙂

In questa seconda categoria di situazioni il “sono fatto così” è all’ordine del giorno. Ma non in senso positivo. Vediamo perchè.

Personalità o zona di comfort?

Una volta stavo ragionando con una donna, più o meno della mia età, a dieta da tutta la vita. Mi pare chiara dimostrazione che, nel suo caso almeno, il cambiamento di comportamento (la accidenti di dieta) non è servita a innescare il tanto sospirato cambiamento interiore che l’avrebbe portata ad uno stile alimentare sano ed equilibrato e a un peso stabile.

Quindi io e lei ragioniamo su tante cose, facciamo i nostri esercizi, guardiamo le cose da destra e da sinistra e arriviamo alla seguente conclusione: la donna con cui stavo amabilmente dialogando aveva la brutta abitudine di mettersi sempre in secondo piano. Di annullare le sue esigenze e bisogni in nome di quelle del marito e dei figli. Fino a sentirsi priva di una sua identità. Fino a sentire il bisogno inconscio di “mostrare” al mondo la sua esistenza ingrassando. Fino a sentire il bisogno inconscio di “punirsi” ingrassando.

Il logico passo successivo vorrebbe che, presa consapevolezza del problema, ci si lavorasse sopra. E qui arriva il famoso  “ma io sono fatto così”. La donna di cui vi racconto mi rispose proprio questo, che  lei era fatta così, che era generosa e non tollerava di mostrarsi egoista col marito che comunque le dava tanto, e che comunque i figli per lei venivano prima di ogni altra cosa. Perchè lei era fatta così, e non è che per dimagrire si debba cambiare la propria personalità. Vero?

Ecco come la personalità viene trasformata nel più potente alibi per non cambiare qualcosa che, evidentemente, provoca una profonda sofferenza. Questo accade ogni volta che confondiamo la nostra personalità con la nostra zona di comfort, quella simpatica bolla di realtà dove tutto ci è noto. Magari non ci piace, ma lo conosciamo bene e quindi non ci fa paura.

Chi mi ha fatto così come sono?

Affermare il valore della propria personalità è sicuramente molto importante. Ma di cosa stiamo parlando?

Leggiamo sul dizionario:

Personalità: l’insieme di quelle disposizioni e funzioni affettive, volitive e cognitive che si sono progressivamente combinate nel tempo ad opera di fattori genetici, di dinamiche formative e di influenze sociali, fino a costituire una struttura relativamente stabile e integrata riconosciuta dall’individuo come propria, ed espressa di volta in volta nel proprio particolare modo di interagire con l’ambiente, di determinare i propri scopi, di regolare il proprio comportamento.

Quindi stiamo parlando di un insieme di caratteristiche innate che si combinano con ciò che impariamo, con ciò che ci viene insegnato e con le nostre esperienze emotive e sentimentali. Come a dire che si, alcune cose nella nostra personalità sono scritte nella pietra e non c’è verso di cambiarle, ma molte altre derivano da ciò che nel nostro vissuto abbiamo esperito.

Se ci pensiamo bene siamo tutti capaci di riconoscere i tratti innati della nostra personalità, quelli che è praticamente impossibile cambiare. Ce li portiamo dietro da quando siamo bambini. Io sono parecchio testarda determinata, ho la tendenza a vedere il lato buono di tutte le persone che incontro, adoro parlare in pubblico, preferisco il caldo al freddo. E così via.

Queste caratteristiche innate sono il solo, vero, nucleo immutabile della nostra personalità. Qui possiamo dire “sono fatto così” senza problemi. Questi tratti caratteriali rimarranno una costante indipendentemente da tutti i cambiamenti che affrontiamo.

Ma le altre cose, quelle che sono frutto di esperienza e apprendimento, non sono scritte nella pietra, non sono immutabili. Possiamo cambiarle se ci accorgiamo che disimparando qualcosa staremo meglio e saremo più felici, possiamo cambiarle se ci accorgiamo che stiamo usando la nostra personalità come un alibi per rimanere nella nostra bella bolla di realtà ben nota.

Si tratta, come sempre, di scegliere. Penso, onestamente, che tutti almeno una volta nella vita ci siamo nascosti dietro a un “ma io sono fatto così”. Io so di averlo fatto, e ammetto che mi capita ancora di farlo. Siamo tutti esseri umani in cammino, il mio unico vantaggio qui è di aver sbattuto la testa contro quel muro abbastanza volte da accorgermi di cosa vuol dire in realtà.

C’è sempre un altro modo

Se una parte della nostra personalità non è innata, allora vuol dire che dipende da una nostra scelta.

Questo è davvero importante. Alcuni aspetti del nostro carattere sono qualcosa che scegliamo di essere, non ci vengono imposti alla nascita da una qualche sorta di Dio capriccioso.  Se è qualcosa che abbiamo scelto, e ci accorgiamo che quella scelta ci fa stare male, possiamo cambiare scelta. Non c’è “io sono fatto così” che tenga.

Mi rendo conto che è piuttosto difficile all’inizio, e me ne rendo conto perchè l’ho vissuto in prima persona. Sono passata attraverso parecchi “io sono fatta così” prima di accettare che forse, per essere felice, erano proprio alcuni pezzi di quell’essere fatta così che dovevo gettare via.

Non è stato facile perchè, appunto, quei pezzi mi erano stati insegnati dalla mia famiglia e dalle mie esperienze. E’ stato duro sentirmi dire che sono egoista da persone che comunque sono importanti per me. E’ stato duro perchè ho avuto paura di rimanere sola, di cadere e non riuscire a rialzarmi, di non trovare un compagno che accettasse questa nuova versione di me. E’ stato duro perchè per un certo periodo non ho saputo più che donna ero, mi stavo togliendo le etichette che avevo creato per me senza averne fatte di nuove.

Poi ho cominciato a vedere le cose da un altro punto di vista. Ho cominciato a comprendere che quello che veniva definito egoismo voleva dire che stavo imparando ad essere generosa con me stessa. Che la mia paura di essere sola mi aveva spinto a creare relazioni di dipendenza e non di amore, che non era il fallimento che temevo ma il successo.

Non è stato facile, ma la mia testardaggine determinazione ha fatto si che arrivassi qui, oggi, a scrivere queste parole. A dire: siamo fatti così… e quindi? Cosa ci impedisce davvero di scegliere di essere fatti in un altro modo?

Spesso pensiamo che “difendere” la nostra personalità ci renda liberi. La vera libertà invece, secondo me, sta proprio nel capire che possiamo cambiare anche quella.  🙂

 

Tu cosa pensi di queste riflessioni? Se hai voglia di condividere la tua esperienza lasciami un commento, o clicca e raccontamela. Mi farà piacere. 🙂

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