Le sorelle che nessuno voleva sposare

costanza-e-disciplinaC’erano una volta, in un tempo e in un luogo che non hanno poi tanta importanza, due sorelle. Erano vicine di età ed erano cresciute insieme. Si volevano un bene dell’anima e quando capitava di incontrare una delle due, si poteva essere certi che l’altra non era molto lontana. I loro nomi erano Costanza e Disciplina.

Le due sorelle facevano tutto insieme e non erano mai in disaccordo. Si aiutavano e si sostenevano nella piccole e grandi cose della vita.  Insieme erano davvero una squadra imbattibile e non c’era compito che non riuscissero a portare a termine. Si comprendevano alla perfezione e se una delle due si trovava in difficoltà l’altra arrivava immediatamente per aiutarla.

Nell’aspetto non si assomigliavano assolutamente, e sicuramente non erano le ragazze più belle del paese. Costanza era piuttosto bassa e grassa. Camminava lentamente e, all’apparenza, il suo incedere era sempre faticoso e pesante. Disciplina, al contrario della sorella, era sottile, molto alta e col viso affilato. Superava di tutta una testa gli uomini più alti del paese.

Come potete ben immaginare, tra il loro aspetto e il loro essere inseparabili, non erano le compagne più ambite dei giovani della loro età. Insomma, quando si è giovani ci si vuole divertire, essere leggeri… Chi mai poteva aver voglia di rallentare il passo per aspettare Costanza? Chi mai poteva aver voglia di farsi vedere in giro con quella spilungona di Disciplina? Che dire poi del farsi vedere in compagnia di entrambe? Assolutamente ridicolo!

Alle due sorelle non pesava l’essere messe da parte. Si preoccupavano esclusivamente delle loro faccende e non si curavano di come venivano giudicate. La loro unica paura era che, crescendo, la vita le portasse a separarsi. Questo si che era un brutto pensiero per loro. L’idea che un giorno si sarebbero sposate e avrebbero dovuto allontanarsi l’una dall’altra provocava loro un grandissimo dolore, non ci dormivano la notte…

Ma un bel mattino Disciplina trovò la soluzione perfetta. Non si sarebbero sposate finchè non avessero incontrato un uomo disposto a prenderle in moglie entrambe. Costanza convenne con la sorella che era davvero una buona idea. Adesso si che potevano tirare un bel sospiro di sollievo e vivere tranquille.

Per amore della verità occorre dire che le due sorelle non avevano certo una lunga fila di pretendenti alla loro porta. Ogni tanto qualcuno sfidava le prese in giro dei giovani del paese e provava a frequentarle. Non durava mai molto… Era sempre la stessa storia, se qualcuno si innamorava di Costanza non sopportava la vicinanza di Disciplina. E se qualcuno era attratto da Disciplina era molto infastidito da Costanza. Quindi, immancabilmente, questi piccoli amori si esaurivano in fretta, come fuochi di paglia, soffocati dalla volontà delle sorelle di non separarsi.

Certo, ogni tanto la solitudine pesava anche a loro, ma erano disposte ad aspettare. “Non preoccuparti” diceva Costanza alla sorella “Troveremo anche noi l’uomo giusto. Ci vuole solo un po’ di pazienza”. E con pazienza continuavano il loro cammino. Se Disciplina perdeva l’equilibrio e inciampava, Costanza era al suo fianco per aiutarla a rialzarsi. Se Costanza rallentava troppo lungo la strada, ostacolata dal suo peso, Disciplina le dava la mano e l’aiutava a riprendere il passo.

Un bel giorno arrivò alla loro porta un giovane allegro e volubile. Bello come il sole e avventuroso, non si fermava mai in nessun luogo molto a lungo. Il giovane aveva un sacco di buone qualità, ma nessuno gli dava gran credito. Era troppo volubile per combinare qualcosa di buono nella vita.

Il giovane, molto incuriosito dai racconti su queste due noiose sorelle inseparabili, vide in loro una nuova sfida: avrebbe fatto innamorare una delle due, l’avrebbe sposata e le avrebbe separate. Tutto il paese rise della sua intenzione, ma lui non se ne preoccupò minimamente.

Decise quindi di corteggiare Costanza. Ed era proprio un corteggiatore ammirevole. Si pavoneggiava per il paese al fianco della grassa ragazza, rallentava il passo per non lasciarla indietro e la sollevava per farle attraversare i ruscelli. Non si lamentava mai delle sue dimensioni ingombranti o del peso eccessivo che doveva portare ogni volta che la prendeva in braccio. Costanza era molto felice della sua devozione, e lui era certissimo che la ragazza lo avrebbe seguito in capo al mondo, lasciandosi alle spalle la secca e alta sorella. Potete immaginare la sua delusione quando la ragazza rispose un bel no alla sua proposta di separarsi dalla sorella per seguirlo?

Stizzito e umiliato dal rifiuto di Costanza, il giovane si mise allora a corteggiare Disciplina. Se aveva fallito con una sorella, sicuramente non avrebbe fallito con la seconda. La sua decisione suscitò molto stupore tra i giovani del paese, convinti che al rifiuto di Costanza il giovane volubile avrebbe abbandonato l’impresa. Ma, di nuovo, il giovane non di preoccupò delle opinioni e proseguì con il suo piano.

Alta, sottile e svelta, Disciplina era proprio un bel cambiamento rispetto alla lenta sorella. Il giovane la seguiva ovunque, costringendosi ad essere metodico e preciso per farle piacere. In sua compagnia evitava di lasciarsi distrarre dai suoi mille interessi. Per lei era preciso, rigoroso e assecondava le sue richieste anche se nella maggior parte dei casi non capiva quale scopo avessero. Disciplina non dava mai spiegazioni delle sue richieste, ma era chiaro che dovevano essere soddisfatte.

Il giovane era sicuro che, questa volta, sarebbe riuscito nel suo intento. Immaginate quanto fu grande la sua rabbia e delusione quando anche Disciplina rifiutò categoricamente di sposarlo se lui non avesse accettato in moglie anche Costanza. Il rifiuto e la cocciutaggine delle due era inaudito.

Al nostro giovane eroe non rimaneva che darsi per vinto. Umiliato e scornato, decise di partire dal paese per non farvi più ritorno. Ma non fu così facile…. Il corteggiamento delle sorelle lo aveva portato a fermarsi un bel po’ di tempo, aveva cominciato relazioni di affari e acquistato proprietà. Per mostrare il suo valore  aveva dedicato tempo ed attenzione a costruirsi una reputazione buona e solida, e si rese conto che aveva non poche cose da mettere in ordine se davvero voleva andarsene. Il tempo passato con Costanza e Disciplina aveva prodotto grandi frutti di cui si accorgeva solo ora, e molte delle persone che all’inizio ridevano di lui erano sinceramente dispiaciute all’idea della sua partenza.

Il giovane fu abbastanza onesto con se stesso da riconoscere che se non avesse corteggiato le due sorelle non avrebbe mai avuto i beni e il rispetto che ora possedeva. Riconobbe di essere stato sciocco, e decise che non era troppo tardi per provare a rimettere le cose a posto.

Si presentò quindi alla porta delle due sorelle con due identici mazzi di fiori e il più onesto dei suoi sorrisi e disse loro che, se erano disposte a perdonarlo, lui aveva compreso di aver sbagliato e desiderava sposarle entrambe. Costanza e Disciplina erano felici come non pensavano di poter essere. Accettarono, piene di gioia, e vollero sapere cosa avesse portato il giovane a cambiare idea.

“Mi sono accorto” rispose lui a Costanza “che fare le cose più lentamente mi ha permesso di vederle meglio e di comprenderle in un modo che non avrei potuto se avessi continuato la mia vita frettolosa e superficiale. Portarti in braccio è stato un peso, all’inizio, ma ha reso le mie braccia forti come niente potrebbe fare, e non ci sono rocce che io non sia in grado di spostare dal nostro cammino adesso”.

“Le tue richieste strane” continuò rivolto a Disciplina “parevano davvero insensate a volte. Ma mi hai fatto capire che il senso delle cose spesso si trova alla fine e non al principio. Mi hai insegnato la bellezza di dedicare attenzione ad ogni singolo momento senza preoccuparmi di ciò che sarebbe venuto l’indomani. Adesso ogni cosa che faccio è perfetta e completa in ogni singolo istante”

“Infine” concluse rivolto a entrambe “Ho capito che non ha davvero senso separarvi. Voi morireste l’una senza l’altra, ma soprattutto senza una di voi io sarei una persona solo a metà. Ho bisogno di tutte e due, esattamente così come siete”.

I giovani si abbracciarono e cominciarono a progettare il loro luminoso futuro.

E vissero per sempre felici e contenti? Naturalmente no, questo non è davvero possibile. Non si può vivere per sempre felici e contenti. Ma questa… è un’altra storia.  😉

 

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